Blog

 

I Tarocchi sono carte misteriose al punto tale che non se ne hanno teorie certe sulle  origini. La più accreditata stabilisce che siano egiziane. Ciò spiegherebbe come mai i più prestigiosi mazzi di tarocchi, siano accompagnati da geroglifici e numeri. Si sa che sono da sempre presenti nelle tradizioni medioevali italiane e non, al punto che una seconda teoria sposa il pensiero di origine presso la Corte dei Visconti. I più appassionati si ricollegheranno subito al noto mazzo tutt’oggi molto in uso. I Tarocchi permettono di indagare fatti e situazioni senza tralasciare dettagli. Si possono utilizzare vari metodi di stesa: 3 carte, 5 carte, 7 carte e così via. Si prediligono le numerazioni dispari.

 

Le Sibille sono di origine più recente (XIX secolo) e sono chiamate le “chiacchierine” perché forniscono molte informazioni. Il nome deriva dall’antica sacerdotessa romana che forniva predizioni di qualsiasi tipo. Un mazzo è costituito da 52 carte e differentemente dai tarocchi, su ognuna vi è indicato il significato correlato al disegno. Il mazzo più famoso porta il nome di una celebre cartomante francese, vissuta tra il 1768 ed il 1843, Marie Adelaide Lenormand.
Sono carte che rendono ad essere utilizzate tutte, proprio per ottenere il maggior numero di informazioni possibili. Non hanno una tempistica lunga, ma sono eccellenti nelle indagini sentimentali.
 
 
 
Le Rune hanno origine celtica. Sono state create con lo scopo preciso di possedere uno strumento con il quale comunicare con gli dei. Ognuna ha un simbolo che corrisponde ad una lettera dell’alfabeto FUTHARK, tipico delle popolazioni gernaniche. Sono perfette per risposte nette e dirette, chiare soprattutto tenendo conto della posizione in cui esce la runa. Il verbo uscire non è usato casualmente, infatti esse si conservano in un apposito sacchetto dal quale vengono poi estratte. Il metodo più adoperato per ottenere risposta, è la runa singola.
 
 
 
Gli Oracoli sono carte speciali. Risalenti all’epoca classica, erano interpellati per conoscere il volere degli Dei. Con il termine “oracolo” non si faceva solo riferimento al responso in sé, quanto anche al luogo sacro nel quale sorgeva. Proprio così! Prima di divenire carte, gli oracoli erano luoghi di contemplazione con apposite statue o templi. É Plutarco a parlarcene per primo.
Attraverso gli oracoli non si divinizza ma si consiglia, si indaga e si “scava” nella psiche e nel cuore di chi chiede e di chiunque si voglia sapere. Dunque forniscono consigli mirati e cuciti su misura. Non si potrà avere risposta uguale da un oracolo poiché ogni situazione è a sé stante. Ciò spiega come mai ne esistano tante varianti.
 
 
Sono a Tua Disposizione per Qualsiasi cosal
Invia su WhatsApp